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Sabato 10 novembre, durante la trasmissione radiofonica "La luna e i falò (E il naufragar...)" dalle 8 alle 10, sono invitata telefonicamente ad un'intervista! Questa è un'altra occasione in cui vengo chiamata a testimoniare il mio "romanzo". Chi fosse nei dintorni di Roma può ascoltarmi sulle frequenze 88.100, 88.150 (Nuova Spazio Radio). Altrimenti, è possibile seguirla in streaming sul sito di ELLEradio.

Ad agosto, il primo romanzo di Alice Alberini, pubblicato dalla casa editrice Il Filo, "Memoriale di un cuore errante". Disponibile anche su: www.ibs.it

"Una lunga storia alle spalle, come una lunga strada percorsa. Kalindi era molto più giovane di quanto poteva lasciare a intendere la sua pelle scorticata e il suo viso smunto e olivastro. Tante leghe avevano attraversato i suoi piedi nudi e sanguinanti, su tante valli sabbiose si erano appoggiati, doloranti avevano battuto lunghi tratti di pietre aguzze lungo vie appena accennate dal passaggio remoto di qualche altra anima in pena, raminga, vagabonda. Ma l’uomo è sempre spinto da qualcosa quando affronta una ricerca tanto spirituale quanto fisica. L’inerzia stessa è questo qualcosa. Tuttavia, ciò che trascinava Kalindi per i monti, nelle piane, a faticare e a rendere sempre più precaria la sua vita, non era un uomo, né una donna, né un tesoro, né una terra. Era qualcosa di molto più labile, di molto più invisibile, letteralmente più leggero e impalpabile, ma, proprio per questo, di più condizionante e indispensabile."


Per la rubrica “Leggiamo Insieme”, ideata da Manuale di Mari, stiamo presentando “Nelle mani del vento”, il nuovo romanzo di Nicla Morletti.
“Nelle mani del vento” è anche il nome del nuovissimo Blog dell’autrice, dove si svolge la presentazione del romanzo.
Invito tutti a visitare il Blog dell’amica Nicla Morletti e lasciare un commento nel post di presentazione, dove è possibile leggere alcuni brani in anteprima ed ascoltare le letture proposte dall’autrice e da Robert di Manuale di Mari.

Fra i grandi russi del Novecento, Daniil Charms è forse sinora il meno conosciuto. Un po’ per il carattere frammentario di questi testi, un po’ per le infelicissime sorti editoriali che essi hanno subìto, solo in questi ultimi anni ci si è potuti rendere pienamente conto della loro rilevanza e unicità. Dotato di un debordante talento comico, unito a un perverso rigore metafisico, Charms è maestro nel vanificare qualsiasi realtà gli accada di nominare. Racconti di pochi istanti, trame incongrue e persecutorie, irrisioni sistematiche: questo è il terreno della sua prosa. Verrebbe da pensare al dada, come alla «poetica dell’estremismo» più affine a Charms. Ma la sua singolarità è tale da non tollerare inquadramenti. Charms rimane soprattutto come uno stupefacente narratore di «casi», tanto gratuiti quanto ineluttabili. Rispetto alla gelida purezza dei suoi esperimenti di parodia sistematica di tutto, le versioni occidentali dell’assurdo – da Camus a Ionesco – appaiono timide. Charms stesso accennò una volta alla peculiarità del suo modo di essere con parole quanto mai semplici, dirette e precise: «A me interessano solo le “sciocchezze”, solo ciò che non ha alcun significato pratico. La vita mi interessa solo nel suo manifestarsi assurdo. Eroismo, pathos, ardimento, moralità, commozione e azzardo sono parole e sentimenti che mi sono odiosi. Ma comprendo perfettamente e ammiro: entusiasmo ed esaltazione, ispirazione e disperazione, passione e riservatezza, dissolutezza e castità, tristezza e dolore, gioia e riso».
(Tratto da: http://lafrusta.homestead.com/rec_charms.html)