giovedì, 09 settembre 2004

I buchi neri non fanno proprio sparire tutto come si pensava, anzi, hanno una sorta di "memoria". Al loro interno, infatti, potrebbero esserci tracce di ciò che hanno ingoiato. Cosìcchè "evaporando" (ovvero emettendo lentamente radiazione), restituirebberoquesta informazione al nostro Universo e si farebbero conoscere. Lo sostiene Stephen Hawking, fisico alla Cambridge University (Gran Bretagna), che dopo decenni di studi teorici sui bechi neri ha scoperto di aver sbagliato. In particolare, Hawking aveva ipotizato che la materia, una volta caduta nel buco nero, sarebbe scomparsa per esempre e con essa tutto il suo contenuto di informazione. Era così certo di questo che el 1997 ci scommise sopra con il collega statunitense John Preskill.
Ma il 21 luglio scorso, intervenendo a Dublino a un congresso sulla relatività, Hawking ha dato ragione a Preskill (inviandogli l'enciclopedia promessa). Ma perchè abbia cambiato idea non è ancora chiaro.

Da "Quark" n.44

 

 


postato da: Teia alle ore 13:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:news, i post di alice, l universo
giovedì, 12 agosto 2004

Due intense "piogge" anche a novembre e dicembre.Si dice "stelle cadenti" e si pensa subito alle Lacrime di San Lorenzo, alle calde notti attorno al 10 agosto, durante le quali vediamo sfrecciare centinaia di meteore. Ma anche l'autunno ha le sue belle piogge di stelle che si ripetono ogni anno: le due più importanti sono le Leonidi e le Geminidi, dai nomi delle costellazioni da cui, in apparenza, provengono le scie luminose. Nelle serate in cui il cielo è ripulito dai primi venti autunnali, lo spettacolo è garantito. Le Leonidi si potranno vedere fra il 14 e il 20 novembre, con un picco massimo il 18. Quest'anno gli astronomi, per la sera di domenica 18 novembre, prevedono due momenti magici: verso le 18,30 e verso le 19,20 (ora italiana). In queste ore si dovrebbe concentrare il maggior numero delle meteore, a ritmi di centinaia all'ora. Le stelle cadenti Geminidi appariranno il mese successivo, fra il 3 e il 19 dicembre, con un picco massimo venerdì 14. L'orario d'osservazione più favorevole dovrebbe essere attorno alle 19,30. In questo caso la costellazione-radiante dei Gemelli sarà opra l'orizzonte Est mentre la Luna Nuova non darà disturbo. Le Geminidi, al contrario delle Leonidi, sono meteore relativamente lente (la velocità d'ingresso delle particelle è di 30 km al secondo), che offrono all'osservatore pi?po per gustarsi lo scorrere della traccia attraverso il cielo.

Nella carta del cielo (versante Nord), gli asterischi in corrispondenza delle costellazioni dei Gemelli e del Leone (in basso a destra), indicano i radianti, cioè le zone da cui si irradiano le due più importanti piogge di stelle cadenti autunnali: le Leonidi e le Geminidi

Da http://ricerca.corriere.it/speciali/stelle/stellecadenti.shtml


postato da: Teia alle ore 11:59 | Permalink | commenti (4)
categoria:i post di alice, l universo
lunedì, 26 luglio 2004

Nelle ultime immagini inviate sulla Terra dalla navicella Cassini, attualmente in orbita attorno a Saturno, è visibile Giapeto, una delle 31 lune conosciute del pianeta, il cui aspetto rende perplessi gli scienziati. Un emisfero della luna è estremamente scuro, mentre l'altro è molto luminoso: gli astronomi non conoscono ancora l'origine del materiale scuro o se esso sia rappresentativo o meno dell'interno del satellite. Giapeto ha un diametro di 1436 chilometri, pari a circa un terzo della nostra Luna. Una fotografia nella luce visibile scattata da Cassini il 3 luglio, da una distanza di 3 milioni di chilometri, mostra variazioni di luminosità che non sono dovute a ombre o al disturbo di altri corpi, ma sono reali. Il satellite è stato scoperto nel 1672 da Domenico Cassini, che dedusse correttamente che l'emisfero posteriore fosse composto da materiale altamente riflettente, mentre quello anteriore è decisamente più scuro. Questa caratteristica distingue Giapeto dalle altre lune di Saturno e dalle lune di Giove, che tendono ad avere un emisfero anteriore più luminoso. Le immagini di Voyager mostrano che il lato luminoso di Giapeto, che riflette quasi il 50 per cento della luce che riceve, è tipico di un satellite ghiacciato con molti crateri. L'emisfero anteriore, invece, consiste di un materiale molto più rosso e scuro, con una riflettività pari a solo il 3 o 4 per cento.

Da "Le Scienze"


postato da: Teia alle ore 15:49 | Permalink | commenti
categoria:news, i post di alice, l universo
lunedì, 26 luglio 2004

Il celebre fisico Stephen Hawking ha ammesso che, dopo tutto, c'è la possibilità che dai buchi neri possa sfuggire qualche tipo di informazione. Da qualche tempo l'idea si era fatta strada fra gli astrofisici, ma il fatto che sia stata accettata anche da uno dei pionieri della teoria dei buchi neri negli anni settanta costituisce una svolta importante. "Per molti potrà sembrare una sorpresa, - ha commentato Gary Gibbons dell'Università di Cambridge, collega di Hawking - ma il suo modo di fare scienza è proprio questo: proporre una tesi e difenderla ad oltranza, fino a quando non viene superata da un ragionamento migliore".
Hawking perde una scommessa portata avanti da lungo tempo con John Preskill, fisico teorico del
California Institute of Technology di Pasadena. Hawking riteneva che qualsiasi cosa venisse inghiottita da un buco nero fosse nascosta per sempre all'universo esterno. Preskill affermava invece che l'informazione portata da un oggetto non viene distrutta quando questo precipita in una stella collassata, e che può essere recuperata.
La tesi originale di Hawking si basava sulla teoria generale della relatività di Einstein, che però è contraddetta a scale molto piccole dalla teoria quantistica. Hawking presenterà il suo tentativo di combinare la teoria quantistica con la relatività generale in una nuova e potente teoria della gravitazione quantistica alla
17esima conferenza internazionale sulla relatività generale e la gravitazione (GR17) che si terrà a Dublino dal 18 al 23 luglio.

Da "Le Scienze"



postato da: Teia alle ore 15:47 | Permalink | commenti
categoria:news, i post di alice, l universo
sabato, 24 luglio 2004

"Tra i fantasmi del Sistema Solare -corpi celesti inesistenti ma che gli astronomi hanno creduto di scoprire- c'è anche la Luna di Venere. Nel 1672 Giovanni Domenico Cassini vide un satellite intorno al pianeta. Nel dubbio, tenne la cosa per sè. Ma quando 14 anni dopo lo notò di nuovo, si decise ad annunciare la scoperta: il diametro era un quarto di quello di Venere e mostrava le stesse fasi. Probabilmente era solo un riflesso del pianeta sulle lenti del telescopio ma, potenza della suggestione, molti cominciarono a vedere la Luna di Venere: Short nel 1740, Mayer nel 1759, Lagrange nel 1761,(...) Nel 1884 Hozeau (...) fece l'ipotesi che si trattasse non di un satellite ma di un pianeta(...). A questo pianeta diede il nome di Neith, misteriosa dea velata. Ma nel 1887 un'accurata analisi storica pubblicata dall'Accademia belga delle scienze smontò tutte le apparizioni: erano stelle casualmente nei dintorni di Venere. Gli scienziati sbagliano ma, diversamente dai politici, si correggono."

Da "Specchio" n.428, 24 luglio 2004 de "La stampa"
postato da: Teia alle ore 18:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:i post di alice, l universo
lunedì, 12 luglio 2004

--Questo mese ha due lune piene: il 2 e il 31 luglio. Gli americani chiamano blue moon la seconda luna piena dello stesso mese, e per dire che un evento è raro fanno riferimento ai mesi di blue moon un po' come noi diciamo "ogni morte di papa". Tuttavia, a rigore, la Luna piena, è inafferabile. E' vero che i calendari ce la indicano con precisione: quella del 2 luglio si è verificata alle 11 e 9 minuti e quella del 31 luglio si avrà alle 18.05. Ma si tratta davvero di pleniluni? Certo, Sole, Terra e Luna in quegli istanti sono approssimativamente allineati. Il guaio, però, sta proprio nell'avverbio "approssimativamente". Prima di tutto, la Luna si sposta sulla sua orbita alla velocità di un chilometro al secondo: perciò l'allineamento si può considerare (quasi) perfetto per pochi secondi, cosa del resto ovvia ricordando che il confine tra luce e ombra si sposta sulla superficie lunare alla velocità di 16 chilometro all'ora. Ancora più importante è il fatto che il piano dell'orbita lunare è inclinato di 5 gradi rispetto all'orbita della Terra: quindi in realtà non c'è un vero allineamento e non possiamo vedere un intero emisfero lunare completamente illuminato, come vorrebbe il concetto di Luna piena. La differenza scompare quando il plenilunio cade in coincidenza con il punto in cui l'orbita lunare interseca il piano di quella terrestre: ma in quel caso si verifica un'eclisse totale di Luna, e quindi il plenilunio di nuovo ci sfugge. Insomma: luglio ha due Lune piene soltanto sul calendario. A essere pignoli non ne ha neppure una perchè il plenilunio, paradossalmente, è inosservabile. Un magnifico esempio di elusività della Natura.-- Da "Specchio", 10 luglio 2004
postato da: Teia alle ore 14:11 | Permalink | commenti (5)
categoria:news, i post di alice, l universo
domenica, 06 giugno 2004

Da "IL CORRIERE DELLA SERA" (clicca per leggere l'articolo)
"L'ultima volta accadde 122 anni fa. Martedì mattina sarà possibile seguire l'evento anche sul sito del Corriere.
Martedì mattina, alle sette e 20 minuti, in cielo succederà qualcosa di molto raro: Venere transita sul Sole da ovest verso est. E si potrà vederlo anche ad occhio nudo. L’ultima volte accadde nel 1882, quindi 122 anni fa. L’Italia piangeva la morte di Giuseppe Garibaldi e il governo di Agostino Depretis firmava la «triplice alleanza» con Austria e Germania, uscendo dall’isolamento diplomatico ed economico in cui si trovava."


postato da: Saffo13 alle ore 23:49 | Permalink | commenti (5)
categoria:i post di saffo, l universo
domenica, 06 giugno 2004

"Pochi mesi fa è stato scoperto che i buchi neri "cantano": l'osseravatorio orbitante Chandra ha infatti registrato onde sonore prodotte dal buco nero della galassia NGC 1275, che fa parte di un ammasso di galassie nella costellazione di Perseo. E' la nota più bassa mai ascoltata nell'Universo, un "si bemolle" 57 ottave più basso del "do" centrale del pianoforte: vibra a una frequenza di miliardi di volte inferiore. -Queste onde sonore sono molto più che un'interessante forma di acustica- dice Steve Allen, dell'èquipe dell'Institute of Astronomy di Cambridge, in Inghilterra, che ha curato la ricerca -possono essere la chiave per capire cosa succede negli ammassi di galassie(...)- Infatti tra una galssia e l'altra di quelle che costituiscono un ammasso c'è della materia che dovrebbe finire attratta da uno dei sistemi galattici e che invece continua a sfuggire a questo destino. Come fa? Potrebbero essere proprio le onde sonore emesse da un buco nero che, riscaldando la materia intergalattica, le forniscono l'energia con cui contrasta l'attrazione gravitazionale delle galassie."     (Quark, n.41)

postato da: Teia alle ore 21:49 | Permalink | commenti
categoria:i post di alice, l universo
mercoledì, 02 giugno 2004
L'unico momento che hanno per abbracciarsi e', secondo lo sherpa Chandra, l'eclissi. La Luna e il Sole, che si amano cosi' tanto, hanno rinunciato alla loro eternita' alla possibilita' di vivere il loro amore per sempre insieme, per amore della vita, ovvero, per poter creare la Terra e tutti gli esseri viventi. Con cio' hanno perduto le opportunita' di rimanere l'una affianco all'altro.Tuttavia, il caso ha concesso loro l'eclissi come momento per potersi ancora amare.
postato da: Teia alle ore 18:20 | Permalink | commenti
categoria:i post di alice, l universo
mercoledì, 02 giugno 2004

"-Guarda nell'alto del cielo-, mi disse Chandra. Lo feci e proprio in quell'istante la luna iniziò lentamente a oscurare la stella: per pochi minuti danzò sinuosa al cospetto del sole e alla fine con dolcezza ne coprì la sua superficie. Il giorno lasciò il passo alla notte e a occhio nudo si poteva distinguere intorno alla luna soltanto la brillante chioma dell'astro. Entrambi apparivano due giganti di pari potenza nel cielo. Il sole era stato interamente sormontato dalla luna, e soltanto un'indistinta corona di faville solari poteva essere scorta tutt'intorno al satellite della Terra. Chandra si lasciò scappare un sorriso, poi parlò. -Il sole e la luna si abbracciano, e anche se il loro legame non durerà che pochi istanti, sarà abbastanza perchè il loro amore continui a crescere almeno fino a che potranno stare di nuovo insieme ancora una volta, probabilmente più vecchi di venti o trent'anni. Ora sono amanti- continuò Chandra -E' durante l'eclissi che il sole e la luna possono stare insieme. Non sapremo mai le parole che si sono sussurati l'un l'altra. Non dobbiamo mai scordare che questi rari momenti accadono soltanto poche volte nell'arco di una vita e sono unici. Capitano quando il sole e la luna si lasciano andare a un abbraccio d'amore e dimenticano tutte le meraviglie che hanno creato barattando la loro eternità, cosicchè noi potessimo provare gioia per tutte le cose belle che la vita ci offre. Dovremmo tutti avere sempre un grande rispetto per questi momenti preziosi, pieni di...magia.-"

("Il sole e la cometa", Sergio Bambarèn)

postato da: Teia alle ore 15:17 | Permalink | commenti (3)
categoria:i post di alice, perle dalla letteratura, l universo