sabato, 27 agosto 2005

«L'uomo non è altro che la serie delle sue azioni.»
Hegel

Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il grande pensatore tedesco, nasce il 27 agosto 1770 a Stoccarda. Tra Ficthe e Schelling è l'idealista più coerente, dal momento che sostiene fino in fondo l'esistenza di un uomo che diventa Dio e un tutt'uno con l'Infinito, in nome di un panteismo immanentistico, contro la concezione di un Dio trascendentale. Tutto il suo pensiero poggia su un capisaldo trilobato (tesi, antitesti, sintesi):

- le singole parti della realtà non sono altro che manifestazioni particolari di un organismo unitario che è l'Assoluto, l'Infinito, Dio

- designando l'Infinito con il termine RAGIONE, sostiene che: "tutto ciò che è razionale è reale e tutto ciò che è reale è razionale". Pertanto, tutto quello che esiste è necessario: ciò che "è" è esattamente ciò che "deve essere"

- il compito della filosofia, dunque, è quello di prendere atto della razionalità del reale per giustificare la realtà, capendo che il finito e l'infinito coincidono

Egli sviluppa le sue convinzioni in continue trilogie che rieccheggiano in tutto il suo pensiero, quasi avesse preso alla lettera la perfezione che i Greci vedevano nel numero "tre". Probabilmente proprio grazie a questo suo schematico "intelletto ternario", Hegel, pur essendo un osso duro per gli studenti, viene più apprezzato rispetto ad altri, specie se si è appena usciti dal pensiero infinitamente impalpabile di Kant!

Concludo dicendo solo: però, che gioia poter annegare in tanta conoscenza!

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martedì, 16 agosto 2005

Don Bosco

"Il demonio ha paura della gente allegra"

Straordinario educatore e indimenticabile parroco, Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una famiglia contadina poverissima a Becchi Castelnuovo d'Asti (oggi rinominata Castelnuovo Don Bosco). Rimasto orfano di padre a soli due anni matura la vocazione sacerdotale fin da subito.

Nel 1841, giovane prete, arriva a Torino e comincia ad esplorare la città per farsi un'idea delle condizioni morali dei giovani. Ne rimane sconvolto. Ragazzi che vagabondano per le strade, disoccupati, sbandati e depressi pronti a qualsiasi cosa. Rimane inoltre profondamente impressionato dal constatare come tanti di quei ragazzi prendano da subito la via delle patrie galere. Capisce che non può rimanere indifferente a tutto ciò e decide di agire per cercare di sanare, come può, la difficile situazione.
   

(da:http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=616&biografia=Don+Bosco)

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domenica, 10 luglio 2005

Davvero non mi vengono in mente parole in grado di poter per lo meno accennare alla personalità di uno dei miei autori preferiti. Me ne sono innamorata qualche anno fa, scoprendo la sua scrittura estremamente riflessiva, introspettiva, psicoanalitica, a tratti di un'ossessività e una morbosità tale da mettere in dubbio la propria personalità. Riesco solo a dire che è leggere Marcel Proust che mi ha indotto e mi induce ad andare alla "recherche" degli insegnamenti morali e vitali che solo grandi autori come il romanziere parigino riescono ad esprimere. Spesso, scorrendo con lo sguardo quei lunghi periodi complicati perchè densi di significato, ci si imbatte in una verità che abbiamo sempre pensato, sentito, ma che non siamo mai stati in grado di esprimere. E allora, Proust sa dare voce ai miei sentimenti e, quindi, arricchire il senso della mia vita.

 

"Un nome, un mito. Mai come in questo caso si può parlare di vera e propria dimensione mitologica a proposito di Marcel Proust, scrittore spesso citato a proposito (ma ancor più spesso a sproposito), del tempo che passa e della potenza del ricordo ma che in pochi hanno davvero letto.
Complice anche la mole ragguardevole e certamente intimidente della sua produzione, delineata attraverso quel grande arco formale che è la "Recherche"; anche apprezzabile, però, attraverso i suoi singoli episodi.

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mercoledì, 29 giugno 2005

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.

Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

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martedì, 28 giugno 2005

mamuthones

Doveroso è ricordare l'anniversario della nascita del forse più grande letterato, drammaturgo e romanziere del '900. Preso in un vortice di "odi et amo" per il cinema e la società industriale, Pirandello ha dato voce a verità fondamentali per la nostra esistenza, distruttive e costruttive al tempo stesso. Un umorismo spiazzante verso il bifronte essere umano. Analizza in modo originale l'anima dell'uomo paragonandola a un fiume in piena, in continuo scorrimento, vorticoso e caotico, «...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.». Comprendere le sue parole e condividerle comporta un forte senso di smarrimento e angoscioso sprofondare in un oceano di insicurezze e perdita di certezze: questo è il momento epifanico. Il segreto sta nell'accettare questa "pupazzata" senza costruire dighe od ostacoli che frenino il fluire naturale, seppur sconvolgente.


lunedì, 20 giugno 2005
Un'espressività degna di Oscar accompagnata da un corpo fin troppo esile sono il dono che la mia attrice preferita ha ricevuto il giorno della sua nascita, esattamente trentotto anni fa. Si dice che, parallelamente al suo sogno di recitare i teatro, fu suo desiderio ambito la danza, dalla quale dovette, però, allontanarsi a causa, pare, della sua eccessiva altezza. La stessa altezza che, disse essa stessa, la mise a disagio al primo incontro con il suo futuro marito Tom Cruise! Ma, gossip a parte, dedico a Nicole Kidman questo breve post di auguri (i quali ricorrono anche per la mia splendida nonna, degna, ingioventù, di una bellezza proprio d'attrice), dal momento che ammiro decisamente la sua bravura cinematografica. Un'attrice veramente eccezionale! In grado di calarsi nei panni dei personaggi che le vengono affidati, adattando il suo volto a emozioni sempre diverse.
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venerdì, 22 aprile 2005

Sarà bene annoverare anche questa data tra quelle da ricordare. Ebbene, oggi nasceva la quasi centenaria formidabile donna del XX secolo: Rita Levi Montalcini. E' grazie a lei se in un futuro il cancro passerà negli archivi delle malattie curabili ed è grazie a lei che tutt'oggi molte demenze possono essere comprese e rallentate.

<Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche (Quella "faccia" del nostro sistema nervoso periferico che controlla l'interno del nostro organismo, regolando la sua attività: accelerando i battiti del cuore, quando necessario un maggio afflusso di sangue; stimolando la secrezione dei succhi gastrici per la digestione, ecc... Dunque, l'opposto del parasimpatico, il quale, invece, si occupa di tenere sotto controllo le fasi "oziose").

Per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen). Nella motivazione del Premio si legge: "La scoperta del NGF all'inizio degli anni ‘50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo". È inoltre da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. (da http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=129&biografia=Rita+Levi+Montalcini)>

Sviluppo ed evoluzione della cellula nervosa per azione del Nerve Growth Factor (nervo fattore della crescita) 

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martedì, 08 febbraio 2005

Giuseppe UngarettiL'8 febbraio 1888 nasce ad Alessandria d'Egitto il grande poeta Giuseppe Ungaretti, da Antonio Ungaretti e Maria Lunardini entrambi lucchesi. Nella città natale trascorre l'infanzia e i primi anni della giovinezza. La famiglia si era infatti trasferita in Africa per ragioni di lavoro. Suo padre, però, che lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez, muore in un incidente; la madre è così cotretta ad arrangiarsi ma riesce a mandare avanti la famiglia grazie ai guadagni di un negozio della periferia di Alessandria. Il piccolo Giuseppe viene dunque allevato dalla madre, da una balia sudanese e da Anna, un'anziana croata, adorabile narratrice di favole.  Si trasferisce in Italia con l'intenzione di compiere studi di diritto a Parigi per poi tornare in Egitto. A poche settimane di distanza si reca finalmente a Parigi, raggiunto poi da Mohammed Sceab, che muore però suicida qualche mese dopo. Si iscrive alla facoltà di lettere della Sorbona e prende alloggio in un alberghetto in rue Des Carmes. Frequenta i maggiori caffè letterari di Parigi e diventa amico di Apollinaire, al quale si lega di profondo affetto.

Malgrado la sua lontananza dall'Italia, rimane comunque in contatto con il gruppo fiorentino che, staccatosi dalla Voce, ha dato vita a Lacerba. Nel 1915 pubblica proprio su Lacerba le prime liriche. Viene però richiamato e inviato sul fronte del Carso e su quello francese dello Champagne. La prima poesia dal fronte è datata 22 dicembre 1915. Ungaretti si rivela poeta rivoluzionario, aprendo la strada all'ermetismo. Le liriche sono brevi, a volte ridotte ad una sola preposizione, ed esprimono forti sentimenti.

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domenica, 06 febbraio 2005

Ugo Foscolo nacque il 6 febbraio 1778 a Zante, una delle isole ioniche, da padre veneziano e madre greca. Dopo la morte del padre si trasferì a Venezia, dove partecipò ai rivolgimenti politici del tempo manifestando simpatie verso Napoleone, salvo pentirsene amaramente dopo il trattato di Campoformio.
E' considerato il primo grande intellettuale dell'età neoclassica. Figlio naturale dell'illuminismo, incarna in sé tutti i fermenti culturali del mondo in cui visse. Nella sua opera si trovano tutti gli elementi culturali che caratterizzano l'età a lui contemporanea (Neoclassicismo, Illuminismo, Preromanticismo).
Detto questo, non è certo possibile analizzare l'opera di Foscolo attraverso un itinerario in cui si distingua una fase illuminista poi una fase neoclassica e infine una fase preromantica; troveremo soltanto opere in cui sono presenti insieme tutti e tre questi elementi (persino nelle "Grazie", che sembrano un regresso culturale verso il neoclassicismo dopo gli slanci dei "Sepolcri").

lunedì, 31 gennaio 2005

Franz SchubertFranz Peter Schubert nasce il 31 gennaio 1797 a Lichtental un sobborgo di Vienna: la casa di Nussdorfer Strasse, all'insegna del Gambero rosso (Zum roten Krebsen), è oggi adibita a museo.
Schubert è il quarto di cinque figli; il padre, maestro di scuola e violoncellista dilettante sarà il primo insegnante del giovane Franz Schubert.
Il fututo compositore studia canto, organo, pianoforte e armonia guidato da Michael Holzer, organista e maestro del coro parrocchiale di Lichtental.
Nel 1808 Schubert diviene cantore nella cappella di corte e, dopo aver vinto una borsa di studio, riesce ad entrare nell'imperialregio Stadtkonvikt di Vienna compiendo studi regolari e perfezionando la propria preparazione musicale sotto la guida dell'organista di corte Wenzel Ruczicka, e del compositore di corte Antonio Salieri.
Le prime composizioni sono quartetti e risalgono agli anni 1811-1812; vengono scritte per essere eseguite nell'ambito familiare.
Nel 1813 Franz Schubert abbandona gli studi per diventare assistente del padre presso la scuola in cui insegna. L'anno successivo incontra la poesia di
Goethe che sarà la fonte di massima ispirazione per i suoi Lied fino alla morte.

«O fantasia, inestinguibile fonte dalla quale bevono l'artista e lo scienziato! Vivi presso di noi, anche se sei riconosciuta ed onorata da pochi, per preservarci dalla cosiddetta ragione, da quel fantasma senza carne e senza sangue.»

Da: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1181&biografia=Franz+Schubert

Commovente la sua "Ave Maria", specialmente la versione cantata da Maria Callas!

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