lunedì, 24 dicembre 2007

Buone Feste!

postato da: Teia alle ore 10:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:i post di alice
lunedì, 17 dicembre 2007
Guardami negli occhi
e dimmi che il tuo cuore
rimane muto
 
Ti prego, guardami negli occhi
e dimmi che in te
non si muove il desiderio di toccarmi
 
Guardami, per favore
abbi pietà dei miei occhi
e dimmi che non li vuoi,
e dimmi che io non chiedo i tuoi

Kalindi
postato da: Teia alle ore 21:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:i post di alice, la poesia
giovedì, 13 dicembre 2007

La Biblioteca Intelligente
di Nadia Alibrandi
 
Memoriale di un cuore errante di Alice Alberini
 
Al giorno d'oggi si può scrivere un romanzo di formazione senza scadere inevitabilmente nella banalità? Si può raccontare l'impalpabilità dell'animo umano senza perdersi in noiosi sofismi? Si può ambientare il tutto nella Spagna a cavallo tra il XVI e il XVII secolo ed essere comunque terribilmente attuali?
A giudicare dalla lettura di questo bel libro, si direbbe proprio di sì.
Kalindi, la protagonista, è infatti una giovane ballerina di flamenco che di punto in bianco abbandona gli agi e le comodità della casa paterna, per mettersi in viaggio alla ricerca di se stessa.
Un viaggio fatto di stenti e vita precaria, che la porterà spesso a contatto con persone differenti, in cui specchiarsi, nel vano tentativo di recuperare la sua anima perduta a causa di un terribile segreto d'infanzia, che porta serrato nel cuore.
Un espediente narrativo, questo, di cui la Alberini avrebbe potuto abusare fino ad annoiarci. Invece il dosaggio e' giusto e l'attenzione del lettore viene tenuta desta dai continui cambiamenti di prospettiva, nonché dalle bellissime descrizioni dei luoghi che fanno da giusto contraltare alla complessa vicenda umana di questa giovane disadattata.
Questo perchè la trama, tutta impostata su di una sottile ricerca della verità, si modella proprio sui tanti modi di essere della protagonista nei vari momenti della sua vita, aggiungendo ogni volta un ulteriore tassello a completamento di un puzzle di difficile soluzione.
Tanti aspetti diversi racchiusi in un'unica figura, dunque, che in ogni momento del romanzo permettono approcci sempre differenti, costringendoci a rivedere di continuo ciò che abbiamo letto fino a quel punto e prospettandoci nel contempo nuove ipotesi o dubbi, fino a rimettere tutto di nuovo in discussione al passaggio successivo.
Ma niente scatole cinesi o approccio epistemologico.
Solo tanta buona IMPREVEDIBILITA'.
E questo è davvero un gran merito dell'autrice.
Perchè, alla fine, con leggerezza, scopriamo che tra le mani abbiamo davvero un bel romanzo che, senza neanche accorgercene troppo, ci ha fatto riflettere a fondo su follia, debolezze, ossessioni e furore mistico.
In conclusione aggiungo solo che era da tanto che non mi imbattevo in un libro che mi costringeva a prendere in mano il dizionario alla ricerca di termini che non conoscevo. E in questi tempi sgrammaticati post-cannibali&pulpisti, ben venga una scrittrice che sappia costruire una frase seguendo CORRETTAMENTE le regole dell'analisi logica e per di più con termini desueti, messi lì non certo per colpire, ma per stimolare l'immaginario.
Un ottimo libro di una bravissima scrittrice.
"Nessun uomo è un mistero, tranne che per se stesso" Proust
postato da: Teia alle ore 17:36 | Permalink | commenti (3)
categoria:news, i post di alice, perle dalla letteratura
mercoledì, 12 dicembre 2007

Concedi al mio sguardo
una coordinata nel
livido sole del mattino,
un passo in equilibrio
nel freddo di cristallo
Permetti ancora al
mio cuore di scaldarsi
al tepore dei tuoi occhi,
come l’assiderato al fuoco
Non opporti alla danza
che il mio respiro ti dedica
Ascolta il canto del mio
viso, non smettere di
studiare le mie note
Correggi il mio spartito
con le tue braccia,
solfeggia i miei dolori
e nascondili poi in un
archivio di musica estranea
Non fermare il ballo
dei miei sogni,
non legare Icaro a terra,
non imprigioneresti il suo
amore per il Sole,
non impedirgli di toccare,
sempre più vicino, il suo Calore

Kalindi
postato da: Teia alle ore 11:09 | Permalink | commenti
categoria:i post di alice, la poesia
mercoledì, 05 dicembre 2007

Una voce sale alle mie orecchie
mi sussurra “non andare”
e trasforma un sentimento
secolare in una moderna malattia
 
La diagnosi è “dipendenza”,
non un’emozione
Incredula, una domanda
scende nel mio cuore:
fin da quando è nata la ragione,
quale dipendenza ha ucciso
Tristano, ha reso Orlando
folle, ha fatto di Medea
un mostro, ha avvelenato
Giulietta, se non l’amore?
postato da: Teia alle ore 11:19 | Permalink | commenti
categoria:i post di alice, la poesia
lunedì, 03 dicembre 2007

Un’età in cui le dame
contenevano pùdici
segreti dietro a stoffe ripiegate
 
Un’età in cui sudditi fedeli
proteggevano vita e
valori dietro a scudi di coraggio
 
Un’età in cui l’onore
nascondeva le famiglie
nobiliari dietro a monti di mattoni
 
C’era un tempo in cui l’uomo
combatteva le paure
con un fuoco sempre acceso
 
C’era un tempo in cui il dottore
costringeva le follie
all’interno di una cella
 
C’era un tempo in cui l’amore
ricacciava il gran dolore
dietro maschere di attori
 
 
Ora è il tempo, la mia età in cui tu
allontani le mie lacrime ei miei sospiri,
raccogliendo su di me la pace dei tuoi
occhi, dietro il tuo abbraccio
postato da: Teia alle ore 15:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:i post di alice, la poesia