sabato, 27 agosto 2005

femina in luttu

«Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole, per conservarmi nell'umilta'.
Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore, per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero, per non essere egoista.
Gli domandai il potere perche' gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perche' io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto, per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perche' potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volonta'.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore»  
(Kirk Kilgour: campione sportivo rimasto paralizzato dopo un grave infortunio)

postato da: Teia alle ore 11:35 | Permalink | commenti (10)
categoria:attualit, i post di alice, perle dalla letteratura
sabato, 27 agosto 2005

«L'uomo non è altro che la serie delle sue azioni.»
Hegel

Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il grande pensatore tedesco, nasce il 27 agosto 1770 a Stoccarda. Tra Ficthe e Schelling è l'idealista più coerente, dal momento che sostiene fino in fondo l'esistenza di un uomo che diventa Dio e un tutt'uno con l'Infinito, in nome di un panteismo immanentistico, contro la concezione di un Dio trascendentale. Tutto il suo pensiero poggia su un capisaldo trilobato (tesi, antitesti, sintesi):

- le singole parti della realtà non sono altro che manifestazioni particolari di un organismo unitario che è l'Assoluto, l'Infinito, Dio

- designando l'Infinito con il termine RAGIONE, sostiene che: "tutto ciò che è razionale è reale e tutto ciò che è reale è razionale". Pertanto, tutto quello che esiste è necessario: ciò che "è" è esattamente ciò che "deve essere"

- il compito della filosofia, dunque, è quello di prendere atto della razionalità del reale per giustificare la realtà, capendo che il finito e l'infinito coincidono

Egli sviluppa le sue convinzioni in continue trilogie che rieccheggiano in tutto il suo pensiero, quasi avesse preso alla lettera la perfezione che i Greci vedevano nel numero "tre". Probabilmente proprio grazie a questo suo schematico "intelletto ternario", Hegel, pur essendo un osso duro per gli studenti, viene più apprezzato rispetto ad altri, specie se si è appena usciti dal pensiero infinitamente impalpabile di Kant!

Concludo dicendo solo: però, che gioia poter annegare in tanta conoscenza!

postato da: Teia alle ore 11:33 | Permalink | commenti
categoria:i post di alice, giorno x giorno
giovedì, 25 agosto 2005
Altan per La Gerusalemme Perduta, di Paolo Rumiz su La Repubblica«... E per poco che uno, da un terrazzo del Calvario, si mette a contemplare il panorama sottostante, gli e' dato sentire non solo l'affanno dei malati, il pianto dei delusi, il gemito degli sfortunati, che arrancano sui tornanti del Golgota.
Ma gli tocchera' vedere giu', alle pendici del colle, croci enormi che ondeggiano, sospinte da folle sterminate di oppressi.
Li' c'e' la croce dei paesi del Terzo Mondo, condannati allo sterminio per fame.
Accanto, avanza la croce sostenuta da ...
Se e' vero che ogni cristiano deve accogliere la sua croce, deve anche schiodare tutti coloro che vi sono appesi.
Pertanto, non solo dobbiamo lasciare il "belvedere" delle nostre contemplazioni panoramiche e correre in aiuto del fratello che geme sotto la sua croce personale, ma dobbiamo anche individuare, con coraggio e intelligenza, le botteghe dove si fabbricano le croci collettive.
In luoghi oscuri e centrali della Terra, con alchimie macabre di potere si confezionano croci sintetiche che si addossano poi sulle masse sterminate dei poveri!» (Don Tonino Bello)
postato da: Teia alle ore 11:01 | Permalink | commenti
categoria:attualit, i post di alice, perle dalla letteratura
martedì, 16 agosto 2005

Ferale e maestosa
sale
il demone dello spirto.

Testimoni questi occhi
furono
di un omicidio intellettivo.

Kalindi Achala, 15 luglio 1923

postato da: Teia alle ore 12:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:i post di alice, la poesia
martedì, 16 agosto 2005

Don Bosco

"Il demonio ha paura della gente allegra"

Straordinario educatore e indimenticabile parroco, Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una famiglia contadina poverissima a Becchi Castelnuovo d'Asti (oggi rinominata Castelnuovo Don Bosco). Rimasto orfano di padre a soli due anni matura la vocazione sacerdotale fin da subito.

Nel 1841, giovane prete, arriva a Torino e comincia ad esplorare la città per farsi un'idea delle condizioni morali dei giovani. Ne rimane sconvolto. Ragazzi che vagabondano per le strade, disoccupati, sbandati e depressi pronti a qualsiasi cosa. Rimane inoltre profondamente impressionato dal constatare come tanti di quei ragazzi prendano da subito la via delle patrie galere. Capisce che non può rimanere indifferente a tutto ciò e decide di agire per cercare di sanare, come può, la difficile situazione.
   

(da:http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=616&biografia=Don+Bosco)

postato da: Teia alle ore 12:16 | Permalink | commenti
categoria:i post di alice, auguri & festivit, giorno x giorno
venerdì, 05 agosto 2005

Un mistero
anela nel mio ventre
e oggi
ancora nasce,
oscuro ectoplasma

Se ciò che bacia
il mio cuore
è solo illusione
rifiuto questi baci
e abbraccio il dolore

E' un sorriso
che muove le membra,
scuote lo spirito
di eccitazione
attesa da tempo

E' la morte
della debole carne,
l'infrangersi degli specchi
che frantumati
svelano un odore di Inferno

Kalindi Achala     7 settembre, 1920

postato da: Teia alle ore 13:53 | Permalink | commenti
categoria:i post di alice, la poesia
mercoledì, 03 agosto 2005
«Devi deporre la tua falsa opinione che la gente possa peccare coscientemente: nessuno puo' peccare in piena coscienza.
Il peccato nasce non nella malizia, come noi erroneamente pensiamo, ma nell'ignoranza.
"Padre perdona loro perche' non sanno quello che fanno" (Luca 23,34).
Dietro ogni persona ci sono il suo ambiente,
le sue esperienze di vita, la sua assenza di consapevolezza,
essa non puo' comportarsi in maniera diversa da come si comporta.
L'origine di un difetto va cercata nelle esperienze dell'infanzia,
nei condizionamenti del passato,
in mentalita' sbagliate o nel modo di vedere le cose;
e su tutto stenderai il velo dell'ignoranza e non della malizia.
E' stato affermato con molta esattezza che conoscere tutto vuol dire perdonare tutti.
Compiuta questa indagine sui difetti, cerca ora di riscoprire in quella persona i tesori sepolti che il tuo disamore ti impediva prima di veder e.
Una volta che avrai gustato un poco di amore, capirai che nessun prezzo e' troppo alto, nessun sacrificio troppo rilevante, se puoi averne in cambio l'unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta» (Padre Anthony de Mello)

postato da: Teia alle ore 11:33 | Permalink | commenti
categoria:attualit, i post di alice