Davvero non mi vengono in mente parole in grado di poter per lo meno accennare alla personalità di uno dei miei autori preferiti. Me ne sono innamorata qualche anno fa, scoprendo la sua scrittura estremamente riflessiva, introspettiva, psicoanalitica, a tratti di un'ossessività e una morbosità tale da mettere in dubbio la propria personalità. Riesco solo a dire che è leggere Marcel Proust che mi ha indotto e mi induce ad andare alla "recherche" degli insegnamenti morali e vitali che solo grandi autori come il romanziere parigino riescono ad esprimere. Spesso, scorrendo con lo sguardo quei lunghi periodi complicati perchè densi di significato, ci si imbatte in una verità che abbiamo sempre pensato, sentito, ma che non siamo mai stati in grado di esprimere. E allora, Proust sa dare voce ai miei sentimenti e, quindi, arricchire il senso della mia vita.
"Un nome, un mito. Mai come in questo caso si può parlare di vera e propria dimensione mitologica a proposito di Marcel Proust, scrittore spesso citato a proposito (ma ancor più spesso a sproposito), del tempo che passa e della potenza del ricordo ma che in pochi hanno davvero letto.
Complice anche la mole ragguardevole e certamente intimidente della sua produzione, delineata attraverso quel grande arco formale che è la "Recherche"; anche apprezzabile, però, attraverso i suoi singoli episodi.