giovedì, 21 luglio 2005

"Qualsiasi via è solo una via, e non c'è nessun affronto, a se stessi o agli
altri, nell'abbandonarla, se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare.
Esamina ogni via con accuratezza e ponderazione.
Provala tutte le volte che lo ritieni necessario.
Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda:
questa via ha un cuore?"

Uno stregone yaqui

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categoria:i post di alice, perle dalla letteratura
martedì, 12 luglio 2005

"Quel che noi ricordiamo della nostra condotta resta ignorato dal nostro vicino più prossimo; e quel che abbiamo dimenticato d'aver detto, o che magari non abbiamo mai detto, va a provocare l'ilarità fino in un altro pianeta; e l'immagine che gli altri si fanno dei nostri fatti e gesti non somiglia a quella che ce ne facciamo noi stessi, più di quanto somigli ad un disegno un confuso ricalco in cui a un tratto nero corrisponde uno spazio vuoto, e a uno bianco un ghirigoro inesplicabile. E può, d'altronde, accadere che ciò che non è stato registrato sia qualche tratto di noi irreale, che noi scorgiamo solo per compiacenza; mentre quel che ci sembra aggiunto è invece proprio nostro, ma così incorporato alla nostra essenza, che ci sfugge."
(Marcel Proust, 'Alla ricerca del tempo perduto')


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categoria:i post di alice, perle dalla letteratura
domenica, 10 luglio 2005

Davvero non mi vengono in mente parole in grado di poter per lo meno accennare alla personalità di uno dei miei autori preferiti. Me ne sono innamorata qualche anno fa, scoprendo la sua scrittura estremamente riflessiva, introspettiva, psicoanalitica, a tratti di un'ossessività e una morbosità tale da mettere in dubbio la propria personalità. Riesco solo a dire che è leggere Marcel Proust che mi ha indotto e mi induce ad andare alla "recherche" degli insegnamenti morali e vitali che solo grandi autori come il romanziere parigino riescono ad esprimere. Spesso, scorrendo con lo sguardo quei lunghi periodi complicati perchè densi di significato, ci si imbatte in una verità che abbiamo sempre pensato, sentito, ma che non siamo mai stati in grado di esprimere. E allora, Proust sa dare voce ai miei sentimenti e, quindi, arricchire il senso della mia vita.

 

"Un nome, un mito. Mai come in questo caso si può parlare di vera e propria dimensione mitologica a proposito di Marcel Proust, scrittore spesso citato a proposito (ma ancor più spesso a sproposito), del tempo che passa e della potenza del ricordo ma che in pochi hanno davvero letto.
Complice anche la mole ragguardevole e certamente intimidente della sua produzione, delineata attraverso quel grande arco formale che è la "Recherche"; anche apprezzabile, però, attraverso i suoi singoli episodi.

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venerdì, 08 luglio 2005

Fra i grandi russi del Novecento, Daniil Charms è forse sinora il meno conosciuto. Un po’ per il carattere frammentario di questi testi, un po’ per le infelicissime sorti editoriali che essi hanno subìto, solo in questi ultimi anni ci si è potuti rendere pienamente conto della loro rilevanza e unicità. Dotato di un debordante talento comico, unito a un perverso rigore metafisico, Charms è maestro nel vanificare qualsiasi realtà gli accada di nominare. Racconti di pochi istanti, trame incongrue e persecutorie, irrisioni sistematiche: questo è il terreno della sua prosa. Verrebbe da pensare al dada, come alla «poetica dell’estremismo» più affine a Charms. Ma la sua singolarità è tale da non tollerare inquadramenti. Charms rimane soprattutto come uno stupefacente narratore di «casi», tanto gratuiti quanto ineluttabili. Rispetto alla gelida purezza dei suoi esperimenti di parodia sistematica di tutto, le versioni occidentali dell’assurdo – da Camus a Ionesco – appaiono timide. Charms stesso accennò una volta alla peculiarità del suo modo di essere con parole quanto mai semplici, dirette e precise: «A me interessano solo le “sciocchezze”, solo ciò che non ha alcun significato pratico. La vita mi interessa solo nel suo manifestarsi assurdo. Eroismo, pathos, ardimento, moralità, commozione e azzardo sono parole e sentimenti che mi sono odiosi. Ma comprendo perfettamente e ammiro: entusiasmo ed esaltazione, ispirazione e disperazione, passione e riservatezza, dissolutezza e castità, tristezza e dolore, gioia e riso».        
(Tratto da: http://lafrusta.homestead.com/rec_charms.html)

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venerdì, 01 luglio 2005

Coincidenza.
Un mese dalla vita
e un dipinto soffocato.

Dense strisce di colore
vestono un corpo
spasimato dal bianco opaco.

Tracce di crini lungo le gambe,
arido il ventre
flaccidi seni.

Il cuore spugnoso,
imbevuto di mera apatia,
costretta in una rete
di lenti sfocate
e sfumature ingrossate

Turgido il collo
galeotto degli avidi specchi
che succhiano riflessi.

Si odono voci lontane
ma la tela rimane impassibile
affogata nella sua siccità.

25 luglio, 1922             Kalindi Achala

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