venerdì, 25 febbraio 2005

Eterna mia nemica
io ti odio e ti disprezzo
La tua morte
è il fiato del mio cuore
ma se tu sei ombra io sarò ombra

Hai artigli negli occhi
e nelle parole
e io non posso fare a meno
di ascoltarti,
di guardarti

Oh, morte sopraggiungi,
che io possa fuggire con lei
nelle tenebre
piuttosto che averla
alla luce

Cedi, cuore disperato
alla speranza letale
perchè solo lei, Madre della mia vita,
incubo della Terra,
può salvarmi dall'immonda nemica

Risplendi falce di fronte al mio viso
lungo il mio collo
permetti alla linfa di andarsene,
di bagnare la vergine terra
ed essicarsi al desertico sole

Te invoco, che non vuoi essere invocata
te amo, ma non vuoi essere amata
Ti imploro: strappa
le mie radici, chè
solo nel fiele stanno, tra le serpi fameliche 
                                  ma mai risalgono la siepe

Kalindi Achala, 19 gennaio 1922

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categoria:i post di alice, la poesia
lunedì, 21 febbraio 2005

Vorrei poter danzare
su versi al cui suono
vibranti i fiori sorridono

Vorrei che quelle piume
forgiassero la mia serenità
e vicino al lontano fuoco
diventassi una pacifica itinerante.

Kalindi Achala, 2 aprile 1925

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categoria:i post di alice, la poesia
sabato, 12 febbraio 2005

Un tappeto voltante fatto solo di carta e inchiostro. Nient'altro potrebbe portarmi veramente nell'Universo, tra le stelle e tra quei sogni così lontani, ma estremamente vicini al mio cuore. Da poco più di due mesi circa mi sono imbattuta in una scrittrice particolare come Pennac, umoristica come Pirandello, ma originale solo come lei sa essere.

Amélie Nothomb:

Luogo di Nascita: Kobe – Giappone          Data di Nascita: 13 agosto 1967

Figlia di diplomatici, ha trascorso i primi cinque anni della sua vita in Giappone. Poi ha vissuto in vari paesi: in Cina, negli Stati Uniti, in Birmania, nel Laos e in Bangladesh, paesi spesso protagonisti dei suoi libri. In Belgio ha seguito gli studi di filologia romanza all’Université Libre de Bruxelles.
Oggi vive tra Parigi e Bruxelles, ma il Giappone resta il suo paese di riferimento.
A soli trentaquattro anni è la regina del mondo editoriale francese, un fenomeno letterario che raccoglie numerosi consensi anche all’estero. Infatti i suoi libri sono tradotti in più di 25 lingue e continuano a scalare la lista dei più venduti.

Si definisce una grafomane, una malata di scrittura. Scrive da quando aveva diciassette anni ed è molto prolifica. Si alza alle quattro e scrive fino alle otto: questo il suo rituale quotidiano.

Amélie ha fatto sue esperienza di vita che hanno saputo metterla alla prova e di oggettiva complessità. Nei suoi romanzi spesso fa riferimenti palesemente autobiografici. Scrivo "palesemente", perchè usa espressioni e figure così efficaci da rendere vivo l'inchiostro, tanto da assorbirsi nei nostri sentimenti. Ho desiderato cominciare a leggere un suo libro ("Dizionario dei nomi propri") per lo spiccato fattore di incuriosimento che dal titolo si può afferare. Da quel momento ho continuato a leggerla saltando da "Antichrista" a "Cosmetica del nemico". Quando si ritiene che un autore, come l'egregio Proust, sappia veramente leggerti e scriverti dentro; quando quelle maledette parole nere pulsano nel tuo cuore; quando solo le lacrime salate riescono a sciogliere un testo che ti trafigge per la sua chiarezza, la sua empatia, la sua esperienza catartica; quando senti che quelle pagine racchiudono tutto ciò che per anni ti sei portata dentro e che mai sei riuscita a imprimere al di fuori della tua memoria e dei vincoli che ti ostacolano il tuo esprimersi, allora capisci che quell'autore e le sue mani possono tenerti abbracciata e stretta e parlare per te, a te e in te.

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martedì, 08 febbraio 2005

Giuseppe UngarettiL'8 febbraio 1888 nasce ad Alessandria d'Egitto il grande poeta Giuseppe Ungaretti, da Antonio Ungaretti e Maria Lunardini entrambi lucchesi. Nella città natale trascorre l'infanzia e i primi anni della giovinezza. La famiglia si era infatti trasferita in Africa per ragioni di lavoro. Suo padre, però, che lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez, muore in un incidente; la madre è così cotretta ad arrangiarsi ma riesce a mandare avanti la famiglia grazie ai guadagni di un negozio della periferia di Alessandria. Il piccolo Giuseppe viene dunque allevato dalla madre, da una balia sudanese e da Anna, un'anziana croata, adorabile narratrice di favole.  Si trasferisce in Italia con l'intenzione di compiere studi di diritto a Parigi per poi tornare in Egitto. A poche settimane di distanza si reca finalmente a Parigi, raggiunto poi da Mohammed Sceab, che muore però suicida qualche mese dopo. Si iscrive alla facoltà di lettere della Sorbona e prende alloggio in un alberghetto in rue Des Carmes. Frequenta i maggiori caffè letterari di Parigi e diventa amico di Apollinaire, al quale si lega di profondo affetto.

Malgrado la sua lontananza dall'Italia, rimane comunque in contatto con il gruppo fiorentino che, staccatosi dalla Voce, ha dato vita a Lacerba. Nel 1915 pubblica proprio su Lacerba le prime liriche. Viene però richiamato e inviato sul fronte del Carso e su quello francese dello Champagne. La prima poesia dal fronte è datata 22 dicembre 1915. Ungaretti si rivela poeta rivoluzionario, aprendo la strada all'ermetismo. Le liriche sono brevi, a volte ridotte ad una sola preposizione, ed esprimono forti sentimenti.

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domenica, 06 febbraio 2005

Ugo Foscolo nacque il 6 febbraio 1778 a Zante, una delle isole ioniche, da padre veneziano e madre greca. Dopo la morte del padre si trasferì a Venezia, dove partecipò ai rivolgimenti politici del tempo manifestando simpatie verso Napoleone, salvo pentirsene amaramente dopo il trattato di Campoformio.
E' considerato il primo grande intellettuale dell'età neoclassica. Figlio naturale dell'illuminismo, incarna in sé tutti i fermenti culturali del mondo in cui visse. Nella sua opera si trovano tutti gli elementi culturali che caratterizzano l'età a lui contemporanea (Neoclassicismo, Illuminismo, Preromanticismo).
Detto questo, non è certo possibile analizzare l'opera di Foscolo attraverso un itinerario in cui si distingua una fase illuminista poi una fase neoclassica e infine una fase preromantica; troveremo soltanto opere in cui sono presenti insieme tutti e tre questi elementi (persino nelle "Grazie", che sembrano un regresso culturale verso il neoclassicismo dopo gli slanci dei "Sepolcri").

giovedì, 03 febbraio 2005

"(...) ha abbracciato il figlio, lo ha abbracciato con una forza che pareva d'uomo ed era solo di cuore." (J. Saramago, Il memoriale del convento)

E' la figura mondialmente riconosciuta come l'amore e la dolcezza incarnate: la mamma. Una figura apparentemente così semplice, a volte troppo stereotipata, ma così complessa: è protezione, cura, scogliera su cui adagiare le nostre onde impetuose quando il mare è troppo agitato; è l'abbraccio che ci avvolge nei momenti di forte serenità, così come in quelli di tristezza; sono lacrime che, complici, scorrono nell'anima, silenziose; è la voce che canta melodiosa nei suoi occhi. La mamma ha una personalità virile, perchè il suo coraggio è mostrusamente immenso, perchè la sua forza è in grado di sostenere vallate infinite di oscuri boschi e soleggiati prati. Madre è un termine troppo concentrato, raccoglie in sè un amore disumano, tanta fragilità, tanta sensibilità...la mamma è un cristallo che può incrinarsi con un solo soffio, ma sa brillare e non cedere mai di fronte a una tempesta. Io amo mia madre.

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