mercoledì, 27 ottobre 2004

Il popolare comico toscano, amatissimo in tutto il mondo, è nato il 27 ottobre 1952 a Misericordia, in provincia di Arezzo. Ancora molto piccolo si stabilisce con la famiglia a Vergaio, nel Pratese, paesino comunque non lontano da quello natale. Personalità aperta e dall'allegria contagiosa, Roberto Benigni sente molto presto l'esigenza di fare nuove esperienze, di viaggiare e di vedere il mondo; soprattutto sente il desiderio di mettersi in mostra e far ridere le persone, cosa che gli dà un gusto inebriante. Roberto Benigni diventa un personaggio di nicchia, un folletto capace di ribaltare le regole e di provocare deliziosi choc ovunque compaia.
Nel 1998 arriva la vera e propria consacrazione internazionale con l'acclamatissimo (ma anche da più parti contestato): "La vita è bella".

La pellicola suscita un vero e proprio vespaio a causa dell'argomento trattato, quello della deportazione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.



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martedì, 26 ottobre 2004

Oggi è un giorno veramente speciale: l'emancipazione dei blogs didattici deve tutto alla persona che proprio in queste ore sta festeggiando il suo compleanno!! AUGURI MTB!!!!!!!!!!!

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categoria:i post di alice, auguri & festivit
martedì, 19 ottobre 2004
Carlo Urbani nasce a Castelplanio, in provincia di Ancona, il 19 Ottobre 1956. Già da giovane si dedica ai più bisognosi ed è una presenza costante nell'ambito parrocchiale: collabora alla raccolta delle medicine per Mani Tese, promuove un Gruppo di solidarietà che organizza vacanze per i disabili, entra a far parte del Consiglio Pastorale Parrocchiale; inoltre suona l'organo e anima i canti. Il suo grande amore non è solo per il prossimo, ma anche per la bellezza, per la musica e per l'arte.
Il desiderio di prendersi cura delle persone sofferenti lo porta a scegliere gli studi di Medicina e la specializzazione in malattie infettive. Dopo la laurea lavora in un primo tempo come medico di base, poi diviene aiuto nel reparto di malattie infettive dell'Ospedale di Macerata, dove rimane per dieci anni.
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lunedì, 18 ottobre 2004

Bordano, provincia di Udine: altra interessante iniziativa che ha per tema le farfalle. Per saperne di più, clicca qui

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domenica, 17 ottobre 2004

COMPAGNI DI VOLO

Voglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita;
ho letto da qualche parte
che gli uomini hanno un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore,
che tu abbia un'ala soltanto,
l'altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire
che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
Perché io fossi tuo compagno di volo,
insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all'ebbrezza del vento,
vivere è assaporare l'avventura della libertà,
vivere è stendere l'ala, l'unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore,
tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi,
non farmi più passare indifferente
vicino al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,
o Signore,
un'ala di riserva.

Don Tonino Bello





































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domenica, 17 ottobre 2004

LA CASA DELLE FARFALLE

PadovaA Montegrotto Terme un’oasi protetta dedicata ai colorati insetti provenienti da tutto il mondo

I nostri bambini, purtroppo, non hanno più modo di incontrare molte farfalle. Questa tendenza alla loro progressiva scomparsa è legata allo stato di salute del nostro ambiente naturale. La loro sopravvivenza è legata alla presenza di determinati ambienti naturali che viene minacciata dalle alterazioni che essi subiscono. Il legame ambiente – farfalle è così forte che le farfalle sono considerate indicatori naturali dello stato dell’ambiente

Su iniziativa di due naturalisti entomologi nel 1987 a Montegrotto Terme, in provincia di Padova nasce il Butterfly Arc, la prima Casa di Farfalle realizzata nel nostro paese. La struttura è una delle prime al mondo, tanto che dal 1999 è diventata consulente del giardino zoologico di Vienna, che si trova all’interno dei giardini imperiali ed è uno dei più importanti d’Europa. Inoltre all’interno di questa oasi protetta dedicata alle farfalle, si portano avanti anche importanti ricerche scientifiche in collaborazione con l’Università di Padova, a testimonianza del grande valore didattico del Parco.

La visita alla Casa delle Farfalle inizia con un video introduttivo e continua con una vera e propria mostra di farfalle provenienti da tutto il mondo. Terminata la zona mussale si entra in quello che è il pezzo forte di Butterfly Arc: una serra di circa 700 mq dove volano liberi da trecento a cinquecento esemplari di farfalle inseriti nel proprio ambiente naturale, provenienti da ogni parte del mondo (dal sud america all’Australia, dalla Malesia alle regione tropicali). Nella serra che ospita le farfalle si possono ammirare anche svariati esemplari di piante, accuratamente selezionati in funzione della vita delle farfalle: alcune specie per esempio, sono importanti per i fiori particolarmente nettariferi, altre servono per nutrire i bachi, molte altre specie invece hanno la funzione di ricreare ambienti adatti alle farfalle e alle fasi essenziali per la loro sopravvivenza quali il corteggiamento, il riposo e il rifugio. Curiosa anche la presenza di colorati fiori artificiali veri e propri punti di ristoro che servono a rifornire di liquidi zuccherini le farfalle in situazioni di bisogno.
All’interno della struttura del parco sono disponibili esperti per una visita guidata, per dibattiti e conferenze ed inoltre è possibile acquistare splendidi esemplari di farfalle provenienti dagli allevamenti interni.







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domenica, 17 ottobre 2004

Il 17 ottobre del 1849 moriva il musicista, per me (Teia), tra i più ammirevoli e complicati nell'intimità più profondo.

Di Chopin diceva Berlioz: "Non ha un solo punto di somiglianza con nessun musicista di mia conoscenza"; e Schumann: "Chopin si riconosce perfino nelle pause". Ha scritto Giorgio Pestelli: "Fra le misteriose componenti che cristallizzano in quel miracolo che è la musica di Chopin, è probabile che un tempo, come oggi, la nozione di quella originalità assoluta, di quella riconoscibilità immediata dipendesse dall'invenzione di un «canto» che nella voce aveva solo lontane ascendenze, un canto tanto originale che in realtà ha dovuto inventarsi da capo un suono tutto suo, la voce del pianoforte".

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sabato, 16 ottobre 2004
Dino Buzzati nasce il 16 ottobre 1906 a San Pellegrino, nei pressi di Belluno. Sin dalla giovinezza si manifestano in lui gli interessi, i temi e le passioni del futuro scrittore, ai quali resterà fedele per tutta la vita: la poesia, la musica (studia violino e pianoforte e non bisogna dimenticare che in futuro scriverà anche alcuni libretti d'Opera), il disegno, e la montagna, vera compagna dell'infanzia, a cui è anche dedicato il suo primo romanzo, "Barnabo delle montagne". Scrittore in erba, fin dalla giovinezza tiene un diario dove si abitua ad annotare opinioni e avvenimenti.
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lunedì, 11 ottobre 2004
I fiumi
Cotici, il 16 agosto 1916.

Mi tengo a quest'albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
in un'urna di acqua
e come una reliquia
ho riposato

L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua

Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole

Questo è l'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell'universo

Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia

Ma quelle occulte
mani
che mi intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

Questi sono
i miei fiumi

Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil'anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre

Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d'inconsapevolezza

nelle estese pianure

Questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contati nell' Isonzo

Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch'è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre




































































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domenica, 10 ottobre 2004

Giuseppe Verdi nasce il 10 ottobre 1813 a Roncole di Busseto, in provincia di Parma. Il padre, Carlo Verdi, è un oste, la madre invece svolge il lavoro della filatrice. Fin da bambino prende lezioni di musica dall'organista del paese, esercitandosi su una spinetta scordata regalatagli dal padre. Gli studi musicali proseguono in questo modo sconclusionato e poco ortodosso fino a quando Antonio Barezzi, commerciante e musicofilo di Busseto affezionato alla famiglia Verdi e al piccolo Giuseppe, lo accoglie in casa sua, pagandogli studi più regolari ed accademici. Nel 1832, dunque, Verdi si trasferisce a Milano e si presenta al Conservatorio, ma incredibilmente non viene ammesso per scorretta posizione della mano nel suonare e per raggiunti limiti di età. "Grazie" al suo nome, durante il periodo critico per la corona italiana, tutti i filomonarchici poterono continare a sostenere il loro Re, ricoprendo le mura cittadine con la scritta "W VERDI": sviluppando l'esclamazione, infatti, si otteneva "Viva Vittorio Emanuele Re D'Italia".


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