venerdì, 27 agosto 2004

 

Come una morsa
strozza il cuore
saturo di peccato
e di terrore

Un incubo, una prigione;
luce, aria, sole!
Quando si scioglieranno
queste catene?

Una folle paura
che queste siano state create
e forgiate con un metallo
più duro dell'angoscia,
più resistente di una cella...

E più speranza non vedo.
Una collina in perenne
salita; ecco, sembra giungere
il momento
la gioia
il respiro e l'aprirsi di un immenso paesaggio
sotto un'anima affaticata, appesantita.
Ma no,
nulla si mostra, solo salita...

La ruota scorre sotto
le pene;
ripresenta sempre le stesse,
ma nuove, uguali, arricchite,
diverse.

Cristalli di sale
bruciano rosei i colli,
anaerobie tenebre
stringono una casa solitaria

Un grido violento,
un taglio diabolico...
tutto tace morendo
e muore rumorosamente tacendo.

(Kalindi Achala)





























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categoria:i post di alice, la poesia
domenica, 22 agosto 2004

Etimologia: Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico

Il latino "regina", come "rex", deriva da "regere", cioè reggere, governare, dominare. Dal punto di vista umano è difficile attribuire a Maria il ruolo di dominatrice, lei che si è proclamata la serva del Signore e ha trascorso tutta la vita nel più umile nascondimento. Luca, negli Atti degli apostoli, colloca Maria in mezzo agli Undici, dopo l'Ascensione, raccolta con essi in preghiera; ma non è lei che impartisce ordini, bensì Pietro. E tuttavia proprio in quella circostanza ella costituisce l'anello di congiunzione che tiene uniti al Risorto quegli uomini non ancora irrobustiti dai doni dello Spirito Santo. Maria è regina perché è madre di Cristo, il re. Ella è regina perché eccelle su tutte le creature, in santità: "In lei s'aduna quantunque in creatura è di bontade ", dice Dante nella Divina Commedia.


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martedì, 17 agosto 2004
Sali vibrante
stridendo in su le corde
dell'anima,
ansando,
scuotendo

Di nero nebbioso
tingi
soffocando
le caverne ombrose,
ove l'eco di battiti ansanti
rimbomba

Scuoti la rotante lanterna
di minacciose visioni
che incastrano secche
le foglie, gemme novelle
e impossibili frutti

Tremi e fai tremare,
laceri e fai morire.
E un vade retro
non basta a farti rinunciare.

(Kalindi Achala)

postato da: Teia alle ore 10:26 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 16 agosto 2004

Kalindi Achala nasce a Kendrapara, nell'Orissa (India), il 13 ottobre del 1902. Nonostante facesse parte della tribù degli Oraons, ha presto imparato la lingua di Stato, l'Oriya. Tuttavia, ha vissuto fin dall'inizio nei rituali e nel modo di vivere della sua tribù, dove, se gli omicidi per il guadagno della proprietà erano rari, quelli per vendetta e gelosia sentimentale erano piuttosto frequenti. Difatti, all'età di soli 17 anni, assiste all'uccisione della sua sorellina più piccola, usata come riscatto per un debito contratto dal padre. In questo doloroso clima, comincia a scrivere poesie e riflessioni su di un diario di pergamena ricevuto in dono dall'anziana e saggia nonna materna, alla quale Kalindi era strettamente legata. Pur vivendo non lontana dal mare, è ritirandosi solitaria su una montagna ai piedi del suo paese che Kalindi scrive. A 18 anni comincia a viaggiare anche fuori dell’India, alla ricerca di realtà diverse. Tocca Paesi come il Nepal, l’Africa, la Grecia, fino a spingersi in Italia dove, indirettamente, conosce i poeti più celebri del tempo: i poeti d’avanguardia, novecenteschi. Proprio in questo periodo scrive "Musa dispensatrice", "Vita" e "Riflessioni di un’anima eremita".
Kalindi morirà all’età di 83 anni, proprio a Kendrapara. Si dice che fu ritrovata "ai piedi Similipal; un fiore di loto tra i capelli e nelle mani, stretti al petto, scritti di poeti locali e stranieri: Jaychand, Verlaine, Mridula, Montale,…". Secondo una leggenda Oraons, il fiore di loto porta con sé il significato di libertà spirituale: simbolo di leggerezza, i suoi petali richiamano le ali della divinità Abha, una dea indiana dalle sembianze di una farfalla, che in tale insetto è stata trasformata per liberarsi dalle catene che la imprigionavano a una roccia rovente.


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domenica, 15 agosto 2004

Naufrago cuore,
confusa è la tua rotta.

Sento infrangerti su due scogli,
ma mai ne avvolgi uno
e quale sia quello a te
più caro
non riesci a capirlo

Se potessi librarti in cielo
come gabbiani e faralle,
uscire dal frastuono marino,
per ascoltare il silenzioso messaggio
che tu stesso serbi

Invece, ramingo vai,
pendolare tra due poli,
oh solitario cuore;
riuscirai mai
a carpire il desiderio alato,
l'aspirazione fedele a te,
a te congiunta? Quando godrai della calma
piatta del mare?

Burrascoso è il tuo nido nascosto,
piccolo, invisibile,
tuttavia così graffiante,
voce influente che privi l'udito
di un chiaro udito
costringendo a un confuso e
doloroso, faticoso
silenzio di mille frastuoni

Vai, torni,
ti allontani, torni ancora
ma sempre rimani,
con su una sacca diversa,
ambivalente,
dalla duplice bramosìa

Calmati, oh furia tempestosa
acciocchè sia comprensibile
la tua missiva latente e corrosiva.

(Kalindi Achala)































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sabato, 14 agosto 2004
...Buon ferragosto!!
postato da: Teia alle ore 19:01 | Permalink | commenti
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venerdì, 13 agosto 2004

                                     

da mt un grande abbraccio

postato da: mtb alle ore 21:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:i post di mtb
giovedì, 12 agosto 2004

Due intense "piogge" anche a novembre e dicembre.Si dice "stelle cadenti" e si pensa subito alle Lacrime di San Lorenzo, alle calde notti attorno al 10 agosto, durante le quali vediamo sfrecciare centinaia di meteore. Ma anche l'autunno ha le sue belle piogge di stelle che si ripetono ogni anno: le due più importanti sono le Leonidi e le Geminidi, dai nomi delle costellazioni da cui, in apparenza, provengono le scie luminose. Nelle serate in cui il cielo è ripulito dai primi venti autunnali, lo spettacolo è garantito. Le Leonidi si potranno vedere fra il 14 e il 20 novembre, con un picco massimo il 18. Quest'anno gli astronomi, per la sera di domenica 18 novembre, prevedono due momenti magici: verso le 18,30 e verso le 19,20 (ora italiana). In queste ore si dovrebbe concentrare il maggior numero delle meteore, a ritmi di centinaia all'ora. Le stelle cadenti Geminidi appariranno il mese successivo, fra il 3 e il 19 dicembre, con un picco massimo venerdì 14. L'orario d'osservazione più favorevole dovrebbe essere attorno alle 19,30. In questo caso la costellazione-radiante dei Gemelli sarà opra l'orizzonte Est mentre la Luna Nuova non darà disturbo. Le Geminidi, al contrario delle Leonidi, sono meteore relativamente lente (la velocità d'ingresso delle particelle è di 30 km al secondo), che offrono all'osservatore pi?po per gustarsi lo scorrere della traccia attraverso il cielo.

Nella carta del cielo (versante Nord), gli asterischi in corrispondenza delle costellazioni dei Gemelli e del Leone (in basso a destra), indicano i radianti, cioè le zone da cui si irradiano le due più importanti piogge di stelle cadenti autunnali: le Leonidi e le Geminidi

Da http://ricerca.corriere.it/speciali/stelle/stellecadenti.shtml


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martedì, 10 agosto 2004
Vorrei esprimere un IMMENSO "grazie!" alla Compagnia del Leopardo che ieri mi ha fatto vivere una giornata meravigliosa e commovente! L'emozione è stata fortissima quando nella biblioteca ho appoggiato, volutamente, la mia mano sulla maniglia di una delle tante porte dove anche la mano di Leopardi lasciò suo calore.
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categoria:i post di alice
sabato, 07 agosto 2004
postato da: mtb alle ore 16:50 | Permalink | commenti (2)
categoria:i post di mtb