mercoledì, 30 giugno 2004

Tra gli argini su cui mucche tranquilla-
mente pascono, bruna si difila
la via ferrata che lontano brilla;

e nel cielo di perla dritti, uguali,
con loro trama delle aeree fila
digradano in fuggente ordine i pali.

Qual di gemiti e d'ululi rombando
cresce e dilegua femminil lamento?
I fili di metallo a quando a quando
squillano, immensa arpa sonora, al vento.












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categoria:i post di alice, la poesia
venerdì, 25 giugno 2004
...

Mi sembra di vivere gli anni che non ho vissuto: il Fascismo, di quello che ha guardato in faccia mia nonna; di quello che ha fomentato il razzismo; di quello che mi pare impossibile possa essere stato condiviso da qualcuno: un uomo basso e pomposo, con le spalle ritte e la schiena curvata all'indietro; colui che credeva davvero di essere un superuomo, o meglio, voleva apparire così alla gente. Penso che dentro di sè non fosse sicuro affatto ed è per questo che come un cagnolino ha seguito la follia di Hitler: un altro essere umano insicuro, probabilmente debole, timoroso della vita, così follemente spaventato dalla vita che per affrontarla ha dovuto indossare la maschera del tiranno, per poter accecare la tirannide della vita e credere che non esistesse.<br>Non voglio fare politica, perchè non la so fare e non mi interessa predicare le lodi di nessun partito, di nessun politico; ma con gli occhi della "fanciullina" che è in me, osservo sbigottita il parallelismo tra "quella" situazione così lontana nel passato e così vicina, però, al presente tanto da vederla rilettere, purtroppo, nel Primo Ministro. Non è politica quella che voglio fare, davvero! Non mi importa se il Primo ministro sia di destra o di sinistra, di centro o di confine, di periferia o di città, italiano o inglese, bianco o verde, maschio o femmina, cane o gatto... Ma rivedo lo stesso uomo basso e impettito seguire a cagnolino l'ipocrisia americana e sento che un mondo diverso è solo un'utopia.

postato da: Teia alle ore 12:39 | Permalink | commenti (5)
categoria:i post di alice
venerdì, 18 giugno 2004

"La casa sul mare" (mentre leggi, ascolta....)


ll viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l'anima che non sa più dare un grido.
Ora I minuti sono eguali e fissi
come I giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d'acqua che rimbomba.
Un altro, altr'acqua, a tratti un cigolio.
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
I soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l'isole dell'aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell'ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s'appressa
l'ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s'infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l'avara mia speranza.
A' nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l'offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m'ode
salpa già forse per l'eterno.

Eugenio Montale

poi clicca qui  e qui 






































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categoria:perle dalla letteratura, la poesia, i post di saffo
giovedì, 10 giugno 2004

dante, virgilio e celopatradante e Enea"Mentre ascoltava la professoressa Cesarini spiegare i vari canti della "Divina Commedia", Marcello si trastullava a disegnare sui quaderni una versione umoristica a uso del compagno di banco."
Ed ecco che Marcello Toninelli, in età adulta, pubblica come fumettista la sua raccolta! Ve la consiglio: è davvero spassosissima! D'altronde, è un modo divertente per vedere il Sommo Poeta da un punto di vista ironico, comico e umorista! Certo, bisogna avere per lo meno una base di conoscenza del fiorentino e della sua Opera, ma, premessa quella, il divertimento è assicurato!


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categoria:i post di alice
domenica, 06 giugno 2004

Da "IL CORRIERE DELLA SERA" (clicca per leggere l'articolo)
"L'ultima volta accadde 122 anni fa. Martedì mattina sarà possibile seguire l'evento anche sul sito del Corriere.
Martedì mattina, alle sette e 20 minuti, in cielo succederà qualcosa di molto raro: Venere transita sul Sole da ovest verso est. E si potrà vederlo anche ad occhio nudo. L’ultima volte accadde nel 1882, quindi 122 anni fa. L’Italia piangeva la morte di Giuseppe Garibaldi e il governo di Agostino Depretis firmava la «triplice alleanza» con Austria e Germania, uscendo dall’isolamento diplomatico ed economico in cui si trovava."


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categoria:i post di saffo, l universo
domenica, 06 giugno 2004

"Pochi mesi fa è stato scoperto che i buchi neri "cantano": l'osseravatorio orbitante Chandra ha infatti registrato onde sonore prodotte dal buco nero della galassia NGC 1275, che fa parte di un ammasso di galassie nella costellazione di Perseo. E' la nota più bassa mai ascoltata nell'Universo, un "si bemolle" 57 ottave più basso del "do" centrale del pianoforte: vibra a una frequenza di miliardi di volte inferiore. -Queste onde sonore sono molto più che un'interessante forma di acustica- dice Steve Allen, dell'èquipe dell'Institute of Astronomy di Cambridge, in Inghilterra, che ha curato la ricerca -possono essere la chiave per capire cosa succede negli ammassi di galassie(...)- Infatti tra una galssia e l'altra di quelle che costituiscono un ammasso c'è della materia che dovrebbe finire attratta da uno dei sistemi galattici e che invece continua a sfuggire a questo destino. Come fa? Potrebbero essere proprio le onde sonore emesse da un buco nero che, riscaldando la materia intergalattica, le forniscono l'energia con cui contrasta l'attrazione gravitazionale delle galassie."     (Quark, n.41)

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categoria:i post di alice, l universo
domenica, 06 giugno 2004
"All'alba del 6 giugno 1944, mentre i primi soldati alleati assaltavano le spiagge della Normandia, sulla costa inglese di Dover entrava in azione una flotta quanto mai bizzarra. Il suo compito era simulare l'invasione della Francia all'altezza di Calais, quasi a 300 km Nord-Ovest dall'effettiva zona di sbarco. Erano in realtà poche, piccole imbarcazioni dotate di potenti radar nascoste in una fitta cortina flumogena. Nelle ore precedenti erano state sganciate migliaia di bombe sulla costa francese di fronte. Ai tedeschi parve l'annuncio del vero sbarco. In realtà era l'ultimo atto di Fortitude, il nome in codice della più grandiosa operazione di depistaggio della storia. (...) La sua storia era iniziata molti mesi prima dello sbarco e faceva parte di un piano molto più ampio, battezzato Operation Bodyguard (Operazione Guardia del Corpo). Già dal dicembre 1943 i tedeschi sapevano che gli alleati progettavano l'invasione dell'Europa. Ma non conoscevano il punto dell'attacco. (...) L'operazione Bodyguard diffuse notizie di falsi sbarchi nella Francia del Sud, nel Golfo di Biscaglia e in Jugoslavia. Ma fu Fortitude una delle chiavi del D-Day. Gli alleati, in un primo momento, cercarono di far credere ai tedeschi che l'invasione sarebbe avvenuta in Norvegia, a metà luglio. Una 20ina di ufficiali addetti alle trasmissioni radio vennero mandati in Scozia con l'ordine di "inventarsi" una Quarta Armata che esistette solo via etere. Per settimane mandarono messaggi in codice, intercettati dai tedeschi, chiedendo al comando centrale scarponi da montagna, sci, abbigliamento pesante. (...) Alla fine, un risultato venne ottenuto: il comando  tedesco evitò di trasferire alcune divisioni dalla Norvegia in Francia. Poi scattò Fortitude Sud. Il teatro questa volta era proprio la Francia. Prima di tutto, il Comando Alleato si inventò l'esercito di liberazione: la Fusag. Ovviamente esisteva solo sulla carta e sulle frequenze radio. (...) Ma un esercito così imponente doveva essere visibile. E fu allora che anche Hollywood scese in trincea. Il comandante in capo alleato (...) arruolò centinaia di artigiani e tecnici dell'industria cinematografica per costruire carri armati e camion di gomma, aerei di cartone, depositi di carburante in compensato, navi e bastimenti di legno. (...) Come mai i tedeschi cascarono nella trappola di Fortitude? L'operazione alimentò i loro dubbi sulla zona dello sbarco. E l'incertezza si rivelò fatale. (...) Nel dubbio nessuno mosse le truppe. (...) Immobili ai loro posti, migliaia di soldati tedeschi rimasero per giorni ad attendere inutilmente un nemico che ormai stava viaggiando già verso Parigi e la liberazione dell'Europa."       (Quark, n.41)
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categoria:i post di alice, auguri & festivit
venerdì, 04 giugno 2004
Leggete qua l'ultima domanda dell'ultimo test di fisica che il professor Lepri ci ha proposto: A tuo avviso la teoria della relatività ristretta può essere considerata una teoria dell'assoluto? (giustificare la risposta) Ebbene, ora io rivolgo a voi questa domanda, perchè mi è sembrata estremamente interessante; apre un verio e proprio dibattito!! Io credo che anche se può sembrare un ossimo (la teoria della relatività ristretta è assoluta), da una parte questa teoria di Einstein si merita l'aggettivo assoluto, in quanto rende le leggi fisiche uguali in tutti i sistemi di riferimento così come la velocità della luce. D'altro canto, però, esclude l'esistenza di un sistema di riferimento privilegiato, per di più abbatte completamente il "senso comune" del tempo, nonchè addirittura dello spazio! Voglio dire, ribalta il concetto di contemporaneità!! Se due stelle esplodono nello stesso momento, un osservatore fermo sulla Terra noterà come questo evento avvenga contemporeanamente. Tuttavia, un osservatore in un'astronave in movimento, vedrà esploderne prima una (quella davanti a sè) e solo in secondo momento l'altra (quella che si sta lasciando dietro), in quanto, poichè da questa si sta allontanando, la luce di questa lo colpirà più tardi! Wow!
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categoria:i post di alice
mercoledì, 02 giugno 2004

Il complesso megalitico di Stonehenge è stato costruito nella pianura di Salisbury, in Gran Bretagna, all'incirca nel 3200 a.c., cioè all'epoca in cui vennero costruite le grandi piramidi in Egitto. Esso racchiude un notevole simbolismo di carattere astronomico, ma non è ancora chiaro se fosse davvero un luogo di studio dei fenomeni celesti, come sostengono molti studiosi, o fungesse solo come un calendario per le ricorrenze stagionali, come la semina e la raccolta del grano. Alcuni sostengono, addirittura, servisse per prevedere il verificarsi delle eclissi.

Un'eclisse di Sole a Stonehenge

Si avanzò anche l'ipotesi che Stonehenge fosse stato costruito dai Druidi come tempio per il culto del serpente (tempio detto "Dracontia"). Il simbolismo del serpente si ritrova spesso correlato alle eclissi, anche in altre culture antiche come quella cinese: durante l'eclisse un gigantesco serpente ("draco" in latino) inghiottirebbe il Sole o la Luna. Non a caso, forse, l'intervallo di tempo necessario affinché la Luna ritorni allo stesso nodo si chiama "mese draconitico": i nodi dell'orbita lunare, punti invisibili della sfera celeste, vengono identificati come il "serpente", che simboleggia, in questo caso, le forze ignote e misteriose del cosmo.

postato da: Saffo13 alle ore 19:04 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 02 giugno 2004
L'unico momento che hanno per abbracciarsi e', secondo lo sherpa Chandra, l'eclissi. La Luna e il Sole, che si amano cosi' tanto, hanno rinunciato alla loro eternita' alla possibilita' di vivere il loro amore per sempre insieme, per amore della vita, ovvero, per poter creare la Terra e tutti gli esseri viventi. Con cio' hanno perduto le opportunita' di rimanere l'una affianco all'altro.Tuttavia, il caso ha concesso loro l'eclissi come momento per potersi ancora amare.
postato da: Teia alle ore 18:20 | Permalink | commenti
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