Kurt Wenner è un cosiddetto "madonnaro": un artista di strada che con i gessetti colorati e un buon pavimento sono in grado di riprodurre qualsiasi capolavoro. Le sue creazioni prospettiche sono di un realismo impressionante. Eppure lui dice di non avere inventato nulla. -Lo stile che adotto-, spiega, -si chiama anamorfismo ed ha avuto la massima diffusione con il Classicismo, sviluppato a partire dal Seicento come espressione del Barocco-. Si tratta di un artificio prospettico, che fonde gli elementi architettonici reali con la pittura decorativa. Se l'osservatore guarda un dipinto anamorfico da un punto prestabilito ha l'impressione che le figure e gli oggetti ritratti siano tridimensionali. Il segreto sta in un'approfondita conoscenza della geometria. Infatti, l'effetto è garantito soltanto se chi guarda si mette in un punto ben preciso. -La prospettiva è studiata in funzione della posizione dell'osservatore-, dice Kurt, -che calcolo in modo empirico, piazzando una macchina fotografica su un cavalletto, all'altezza degli occhi. Poi tendo uno spago dall'obiettivo al punto sul terreno dove intendo disegnare e calcolo l'angolo tra lo spago e il pavimento-. Se, ad esempio, l'angolo è di 30°, per fare in modo che l'osservatore abbia la sensazione di vedere un cerchio Kurt dovrà disegnare sul pavimento un'ellisse, che costruisce proiettando il cerchio da simulare su un piano inclinato di 30°, come se fosse la sua ombra. (dalla rivista "Quark" n.39)




(Sergio Bambar讬 "Il sole e la cometa")
...perchè non c'è nulla e nessuno di prezioso come loro...